LA TROTA DELLA REGINA
La trota conosciuta dai pescatori come Trota della Regina, è la fario autoctona presente nelle acque montane dello Stura di Demonte e nei suoi affluenti di sinistra. Scientificamente tale trota è riconducibile al ceppo Mediterraneo, di cui fanno parte tutte le fario autoctone italiane nonché del bacino del Mediterraneo. Studi genetici condotti all’università di Berna in Svizzera, per conto dell’allevamento ittico Canali Cavour di Centallo, su alcuni esemplari di tali trote prelevate dal torrente Rio Freddo, hanno evidenziato la totale assenza di contaminazione di questi pesci con altre trote. Addirittura, sulla base delle conoscenze a disposizione degli studiosi, s’ipotizza che non si conoscano, ad oggi, altre popolazioni con un così basso grado di contaminazione. La Trota della Regina è facilmente riconoscibile dalle altre specie di trote Mediterranee, peraltro presenti in molte vallate della provincia di Cuneo, per alcune caratteristiche particolari. Sono evidenti un numero sterminato di piccoli puntini rossi sparsi su tutto il mantello ed una grossa macchia nera preopercolare. I riproduttori saggiati geneticamente e di cui è stata accertata l’origine, sono stati usati in un programma di produzione di novellame autoctono per il ripopolamento.
L’Associazione Pesca Ambiente ritiene sia indispensabile ripopolare le acque montane con trote di ceppo autoctono (a tale scopo sono indispensabili politiche di gestione che comprendono l’utilizzo di incubatoi di valle che prevedono la possibilità di prelevare i riproduttori in loco, la loro spremitura e l’introduzione degli avannotti negli stessi siti di prelievo per evitare inquinamento genetico), in quanto capaci di riprodursi e di adattarsi a molte situazioni avverse, garantendo pescosità nel tempo, ma soprattutto la possibilità di catturare delle trote dalla bellezza unica.